A proposito di femminicidio
DATI STATISTICI SUL FEMMINICIDIO IN ITALIA DAL 2005 AL 2013

Il termine femminicidio si riferisce a tutti quei casi di omicidio in cui una donna
viene uccisa da un uomo per motivi relativi alla sua identità di genere cioè di regola in relazione al fatto che la medesima è o è stata la moglie o in relazione sentimentale con l'autore del delitto, ovvero il medesimo autore presumeva che la vittima dovesse iniziare o continuare la relazione.
Solo da pochi anni in Italia c'è una percezione di questo problema sociale e se ne
parla. Esiste una oggettiva difficoltà di rilevare il fenomeno e la sua diffusione, anche perchè a livello istituzionale non vengono raccolti i dati in modo sistematico. Dal 2005 i Centri antiviolenza raccolgono i dati delle donne uccise attraverso i casi riportati dalla stampa.
I dati che citiamo li abbiamo rilevati dalla documentazione ufficiale prodotta dalla
CASA DELLE DONNE di BOLOGNA che ogni anno aggiorna la lunga lista delle vittime della violenza domestica effettuando una indagine sulla stampa nazionale e locale con un lungo lavoro di rilevazione dati e metodologie di studi.
Nel documento dettagliato denuncia che i femminicidi compiuti in tutta la nostra
Penisola dal 2005 al 2011 sono stati 890.
Nel 2012 sono stati 124 mentre e nel 2013 QUASI OGNI DUE GIORNI SI E' REGISTRATO UN FEMMINICIDIO, sono 93 dall'inizio dell'anno (dati al 30 agosto 2013).
Dati del rapporto:
  • Il 60% dei delitti è avvenuto nel contesto di una relazione intima tra la vittima e l'autore del reato, relazione che era in corso o appena conclusa.
  • Vengono uccise prevalentemente in casa (63%) e spesso non sono le uniche a soccombere: nel 2012 otto persone, tra le quali anche i figli della coppia, sono state ammazzate durante la furia omicida
  • La maggioranza di questi delitti avvengono nelle regioni del Nord: la parità di genere spesso è un elemento scatenante (50% nord – 21% al centro – 19% sud). Le regioni che contano maggiori femminicidi sono Lombardia, Campania e Emilia Romagna)
  • La maggior parte delle vittime ha un'età compresa tra i 36 e i 60 anni, ma è opportuno sottolineare la costante crescita negli anni delle vittime con più di 75 anni
  • Gli autori dei delitti sono uomini di età compresa tra i 36 e i 60 anni, analogamente alle donne però, troviamo anche l'elevato numero di uomini che uccidono nella fascia sopra i 60 anniQuesti dati confermano i risultati delle ricerche precedenti: l'uomo uccide la donna a qualsiasi età e non esiste una età specifica.
  • La maggior parte delle donne uccise è di nazionalità italiana (78%)
  • Gli autori di femminicidio è costituita da uomini italiani (79%).

La lista delle donne uccise è sempre più lunga e spaventosa. Si tratta di un fenomeno che si conferma in costante crescita e che ha già raggiunto dimensioni che dovrebbero preoccupare.
Senza considerare che i dati sono sicuramente sottostimati perchè accade di frequente che si risolvano casi di donne scomparse a distanza di anni.
Le istituzioni dovrebbero condurre rilevazioni periodiche e ufficiali dei dati sui
femminicidi valendosi di tutte le fonti disponibili e studiando altresì i casi e i contesti in cui esse avvengono.
Solo studiando il fenomeno in modo approfondito si può in futuro valutare la
situazione di rischio della donna coinvolta prima che sia troppo tardi.
Rozzano, 25 novembre 2013
Femminicidio. Molte storie di donne in una parola
di Emanuela Borzacchiello e Valeria Galanti
Le origini della parola femminicidio: