Esempi di attività presso le scuole

Periodo di realizzazione: febbraio-marzo 2012
Associazioni coinvolte: ALA Milano Onlus e Filo di AriannaBando “Progettare la parità in Lombardia”
Presso l’ Istituto “Italo Calvino” di Rozzano (MI)

L’intervento si è strutturato 3 incontri in aula per ciascuna delle 5 classi prime superiori coinvolte, più un incontro di sportello d’ascolto di due ore per classe al quale gli studenti hanno avuto accesso, singolarmente o a coppie, chiedendo congedo temporaneo durante le ore di lezione

Le attività realizzate in aula durante gli incontri possono così riassumersi:

PRIMO INCONTRO: BrainStorimg

Obiettivi: 
- Sviluppare una rappresentazione del fenomeno della “violenza sulle donne”.
- Far emergere i nuclei maggiormente stereotipici del fenomeno.
- Decostruire a livello superficiale i nuclei stereotipaci.
- Permettere alle ragazze di esprimersi con maggiore libertà.
- Delineare le differenze studenti-studentesse riguardo le rappresentazione del fenomeno.

Scopo: L’attività mira a far emergere tutti i contenuti connessi al fenomeno della “violenza di genere” (percepita come agita da stranieri, principalmente in luoghi bui, ecc.), mettendo sotto la lente di indagine tutto ciò che esiste nelle rappresentazioni create dai ragazzi. L’ampliamento dell’orizzonte concettuale permette, inoltre, di individuare i contenuti più critici e le risorse della classe, per poter pianificare e dirigere l’interevento ad hoc per la classe specifica.

Composizione gruppo di lavoro: ciascuna classe verrà suddivisa in due gruppi, uno formato dai ragazzi e uno dalle ragazze (la decisione alla base della suddivisione in due gruppi, operata sul genere, è motivata dal voler permettere l’emergere dei pareri della parte femminile della classe, che rischierebbero di venir soffocati dai compagni in caso contrario.)

Svolgimento: Ad ogni partecipante vengono consegnati 3 post-it chiedendo di scrive da uno a tre aspetti (emozioni, pensieri, parole, frasi, ecc..) che la parola “violenza sulle donne” fa venire in mente attaccandoli poi su un grosso cartellone. Alla lavagna vengono, di seguito, trascritti i due brainstorming, raggruppando gli aspetti similari e  categorizzandoli esplicitando il senso della divisione. Verrà poi stimolata una discussione in plenaria.

Quiz a risposta multipla.

Obiettivi:

- Mettere in forte discussione le opinioni pregresse riguardanti la “violenza sulle donne”
       - Fornire informazioni riguardo l’incidenza del fenomeno

Scopo: la funzione dell’attività consiste nel creare uno scarto, una distanza, tra le opinioni personali riguardo ad alcuni fenomeni e i dati di realtà relativi agli stessi. La distanza tra ciò che è e ciò che si pensa porta ad uno stato di incredulità,  riguardo a quanto poco si sa dell’argomento. Tale stato mette in discussione l’edificio di pensiero di studenti e studentesse favorendo un’apertura rispetto ad un nuovo modello costruito con i formatori.

Svolgimento:  Vengono mostrati ai ragazzi dei cartelloni sui quali sono riportate 4 domande a risposta multipla  chiedendo per alzata di mano di scegliere la risposta corretta; in seguito viene comunicata alla classe la risposta corretta e attivata una discussione in merito.

Domande utilizzate (la risp. Corretta è sottolineata):
1) Nelle statistiche sulla violenza emerge che le persone che maggiormente commettono violenza sulle donne sono:
a) persone con problemi mentali  b) extracomunitari
c) familiari e conoscenti/amici      d) persone di basso ceto sociale
2) In Italia quante donne subiscono violenza fisica o sessuale nel corso della vita?
a) 12%   b) 25%     c) 31,9%       d) 47,8%
3) Qual è tra le seguenti opzioni LA PRIMA CAUSA DI MORTALITA’ tra le donne dai 16 ai 44 anni?
a) incidente stradale b) tumore c) violenza d) ictus 
4) Qual è la percentuale di  donne che denunciano ogni anno?
a) 78,9% b) 42,5% c) 15% d) 7,2% 

SECONDO INCONTRO:  Attività degli “scenari”

Obiettivi:
            - Declinare il fenomeno della violenza sulle donne in situazioni di vita concreta
            - Favorire l’emergere di un pensiero concreto e una problematizzazione degli agiti

Scopo: l’attività mira a rendere maggiormente concreti e inerenti alla vita reale alcuni concetti astratti, formulati nei primi incontri dei diversi percorsi realizzati. L’ intento è  quello di cercare di evitare di connotare la “violenza sulle donne” come qualcosa che sta sui libri e nelle discussioni televisive, portandola nelle esperienze di vita dei ragazzi e della classe. Inoltre, rendendo concreta la discussione è possibile ampliare la rappresentazione e la percezione del  concetto di violenza portandola da un livello corporale (uccisione, botte) a un piano più sottile e simbolico (non dare spazio di parola, parlare sopra alle compagne, commenti e barzellette sporche, ecc..).
Svolgimento: Le classi  verranno in 4 sottogruppi a ciascuno dei quali viene consegnata una scheda che riporta una ipotetica situazione (1) Commenti su una ragazzina in palestra 2) Invito insistente di un ragazzino 3) Molestia sul lavoro 4) Insegnante svalutante con le femmine. Ogni gruppo ha risponde ad alcune domande stimolo relative agli stati emotivi dei protagonisti, ai loro comportamenti, ecc.. proponendo soluzioni. Per ogni gruppo verranno scelti uno studente ed ua studentessa  che ha avranno il compito di osservare alcuni aspetti di attenzione del gruppo stesso  (es. chi parla di più, chi tende ad interrompere l’altro, chi viene spesso interrotto, chi si elegge o è eletto portavoce) con particolare attenzione alla differenza di genere nelle scelte effettuate e nei comportamenti agiti.

TERZO INCONTRO: Con la co-conduzione con un’operatrice volontaria dell’ Associazione  Filo d’Arianna

Attività “gli schieramenti”

Obiettivi:

            - Introdurre la riflessione sulla parità uomo-donna  in situazioni di vita concreta
            - Favorire un confronto all’interno del gruppo classe stimolando uno stile comunicativo “paritario” secondo quanto si è potuto osservare durante l’attività del secondo incontro

Scopo: l’attività mira a rendere concreto e vicino alle situazioni che vivono i ragazzi la questione della parità tra sessi stimolando la presa di posizione da parte di ciascun membro della classe. Il confronto tra i ragazzi permette loro di dialogare tra pari sottoponendo a pensiero critico situazioni che spesso vengono date per scontate e come status quo immutabili.

Svolgimento: su tre pareti dell’aula vengono attaccati tre fogli con scritto: sono d’accordo, non sono d’accordo, non so. I ragazzi vengono messi al centro dell’aula in fila indiana e, dopo la lettura di una frase-stimolo (ad es.: un ragazzo può vietare alla fidanzata di andare in discoteca in minigonna), li si invita a schierarsi posizionandosi vicino alla parte con la scritta che si ritiene rispecchiare la propria posizione. Verrà dato via al confronto tra i vari schieramenti cercando di stimolare uno stile comunicativo paritario e far riflettere su idee/atteggiamenti/comportamenti che riflettono una scarsa propensione alla parità tra i generi. 






Attività “Il filo di Arianna”

Obiettivi:

            - Valutare la comprensione dei ragazzi rispetto alle tematiche proposte
            - Ricapitolare in chiusura percorso le possibili forme di violenza che subiscono le donne
            - Affrontare la tematica del come e a chi chiedere aiuto 
- Fornire ai ragazzi un punto di riferimento concreto per avere orientamento rispetto a situazioni problematiche nelle quali possono essere coinvolti

Scopo: questa attività mira a comunicare ai ragazzi l’esistenza di una serie di punti di riferimento adulti o istituzionali che sono a loro disposizione nel momento in cui si possano trovare in difficoltà. Permette di far emergere quanto i ragazzi abbiano compreso l’esistenza e le differenze tra i vari tipi di violenza e come ciò influenzi la loro strategia di richiesta di aiuto in caso di bisogno.

Svolgimento: i ragazzi devono rispondere a delle domande che espongono brevemente delle situazioni di emergenza dicendo a chi si rivolgerebbero per risolverle ed ogni volta che rispondono tengono un lembo di un gomitolo di lana e lanciano il resto al compagno successivo. L’idea è che si crei una sorta di rete dove una o più volte anche gli operatori di ALA e la volontaria del filo di Arianna siano coinvolti,  questo per rendere il senso del legame e delle reti di riferimento tra pari o tra adulti o istituzioni che possono sostenere una persona in difficoltà rispetto alle tematiche proposte.

GLI SPORTELLI DIA ASCOLTO

L’obiettivo di questa iniziativa è da un lato quello di fornire un’ulteriore possibilità di rielaborazione di quanto detto in classe, con particolare riferimento a vissuti personali, dall’altro quello di intercettare eventuali situazioni problematiche e di rischio tra gli studenti.
L’accesso allo sportello è spontaneo; verranno accolti sia singoli studenti che  a coppie (questa possibilità al fine di facilitare quegli studenti che faticano maggiormente in una relazione diretta con l’adulto).
Allo Sportello sarà presente un operatore di ALA Milano ed una volontaria del Filo di Arianna precedentemente incontrata durante l’ultimo incontro in aula.